È quanto emerge dal rapporto “Attuazione delle linee guida per assistenza e riabilitazione delle vittime di tortura e altre forme di violenza: mappatura e analisi”, pubblicato da Medici Senza Frontiere nell’aprile 2022.
Tra i migranti, i richiedenti asilo e i rifugiati che vivono nel nostro paese, molti hanno subito torture o altri trattamenti inumani e degradanti nel loro paese d’origine o durante il loro viaggio verso l’Europa. Esperienze che lasciano segni visibili e invisibili, al livello fisico e psicologico, spesso difficili da far emergere.
Le Linee Guida sono state elaborate dal Ministero della Salute per supportare il sistema sanitario nella loro individuazione precoce e in una presa in carico efficace attraverso interventi appropriati e uniformi su tutto il territorio nazionale.
Ad oggi le uniche regioni che hanno formalmente recepito la normativa con propri provvedimenti sono Lazio, Piemonte e Toscana, mentre in altre – come Sicilia, Veneto, Emilia-Romagna o Lombardia – si riscontrano esperienze virtuose dove sono spesso le organizzazioni del privato sociale in collaborazione con le realtà sanitarie territoriali a fornire questi servizi ai migranti vulnerabili.