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La salute mentale dei rifugiati, esposti a una serie di eventi potenzialmente traumatici, merita un’attenzione specifica. Offrire risposte efficaci a questo tipo di bisogni dei migranti forzati, specialmente nella fase della prima accoglienza, costituisce una sfida per tutti i Paesi dell’Unione Europea.

Per molti anni l’Italia è stata direttamente coinvolta dal fenomeno delle migrazioni forzate e ha gestito un numero di arrivi particolarmente rilevante. Nonostante questa consolidata esperienza, il Sistema di accoglienza e il Servizio Sanitario Nazionale faticano ancora a fornire risposte adeguate ai bisogni di salute dei migranti forzati. Spesso anzi si riscontra che le condizioni di accoglienza producono effetti negativi sulla salute mentale dei rifugiati e dei richiedenti asilo.

Le line di indirizzo elaborate dal progetto Psychcare, frutto di due anni di advocacy partecipata in quattro regioni italiane – Lazio, Lombardia, Campania e Sicilia – che ha coinvolto gestori di servizi di accoglienza e psichiatri e psicologi del Servizio Sanitario Nazionale e del terzo settore, intendono contribuire al miglioramento del sistema di servizi per una più efficace promozione della salute mentale dei migranti forzati, a partire dall’emersione precoce delle vulnerabilità e dalla prevenzione.

Dal momento che tutti gli Stati Membri si trovano ad affrontare sfide analoghe, i risultati del progetto sono anche significativi in una dimensione europea.

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