https://www.controlatortura.it/wp-content/uploads/2025/06/Infografica_RA2025.pdfIn occasione della Giornata Mondiale Contro la tortura, la Rete di Supporto per le Persone Sopravvissute a Tortura (ReSST), che riunisce enti pubblici e privati e ONG che offrono programmi o servizi specializzati per assistere chi ha subito tortura e altre gravi violenze, ha presentato il Primo Report annuale 2024.
A parlarne presso l’Accademia Lancisiana Giancarlo Santone Direttore SaMiFo; Silvia Capretti Referente ASL Roma 1 per la rete; Salvatore Geraci, Caritas; Marina Castelli, MEDU; Luisa Pepe, Medici Contro la Tortura.
La tortura è una pratica universalmente vietata ma ancora presente in oltre 140 paesi e spesso connessa all’esperienza migratoria (solo nel 2022 si sono registrati oltre 100 milioni di migranti forzati), dove nello spostamento forzato di persone si registrano forme estreme di violenza.
Il report evidenzia che nel 2024 su 2618 casi trattati la percentuale maschile è decisamente superiore a quella femminile toccando il 62,7%, mentre la maggior parte delle persone ha subito tortura nei paesi di transito 64.6% (la percentuale del Paese di origine è di 35.4%).
Tra le motivazioni che spingono a questi trattamenti degradanti, violenti e inumani spiccano quelle economiche (51%) seguite da quelle che riguardano l’orientamento politico (24%) e solo al terzo posto quello religioso (7%).
Il documento evidenzia anche che tortura fisica e psichica si equivalgono in termini numerici (rispettivamente 43% e 44%) e vengono praticate da trafficanti 33% e pubblici ufficiali 28%, solo il 3% da datori di lavoro.
Tra le oltre 14.000 prestazioni sanitarie erogate, le consultazioni psicologiche individuali sono quelle più richieste (43%), seguite dalle prestazioni di medicina generale (34,2%. Altissime anche le consulenze per assistenza sociale (77%).
