L’Italia e la riabilitazione delle vittime di tortura. Come (non) rispettiamo gli obblighi dell’articolo 14 della Convenzione ONU contro la Tortura.
Il rapporto, preparato dalla ReSST in collaborazione con ActionAid, analizza il livello di attuazione, da parte dell’Italia, dell’articolo 14 della Convenzione ONU contro la tortura, che riconosce alle vittime il diritto a una riabilitazione “la più completa possibile”.
Il documento approfondisce il tema dell’accesso a servizi specialistici di supporto sanitario, psicologico e sociale, evidenziando il ruolo della riabilitazione come strumento essenziale per favorire il recupero dell’autonomia e il pieno reinserimento delle persone sopravvissute a tortura.
Attraverso un’analisi del quadro normativo e delle pratiche attualmente esistenti, vengono messe in luce le principali criticità del sistema italiano rispetto agli standard internazionali definiti dal Comitato ONU contro la Tortura, con particolare riferimento alla necessità di garantire interventi integrati, continuativi e immediatamente accessibili.
Il documento si concentra in particolare sulle vittime di tortura migranti e rifugiate, sopravvissute a violenze subite nei Paesi di origine o lungo le rotte migratorie verso l’Europa.
Le evidenze presentate derivano dal lavoro e dall’esperienza delle organizzazioni della ReSST e si basano su consultazioni, focus group e un questionario rivolto a operatori attivi nei settori della salute e dell’accoglienza. A partire da questo patrimonio di conoscenze ed esperienze, il rapporto propone raccomandazioni finalizzate a rafforzare la capacità del sistema italiano di garantire percorsi efficaci di cura, protezione e inclusione.
